(Ricinus communis L. Famiglia: Euphorbiaceae)
Pianta arboreo-arbustiva, annuale, perenne, di altezza variabile fra 0.50 e 3 m. circa. La pianta di Ricino contiene nei propri semi approssimativamente il 40-50% di olio. L’olio prodotto a sua volta contiene il 70-77% di trigliceridi dell’acido ricinoleico.
Contrariamente ai semi, l'olio di ricino non è tossico; fin dai tempi dei faraoni la pianta di ricino veniva utilizzata per finalità curative.
Usi
L’olio di ricino è un prodotto economicamente molto importante, è utilizzato nell’industria dei motori ad alta velocità, come olio idraulico, nella fabbricazione di prodotti plastici, lacche, pitture, solventi per pitture, vernici, per l’impregnazione di tinture per tessuti e cuoio, per la produzione di lubrificanti, cosmetici, biofertilizzanti, bioinsetticidi, nematicidi, nonché per la fusione di cere naturali e chimiche. E' costituito da un poliolo, motivo per cui è un trigliceride ad alto contenuto di acido ricinoleico e quindi adatto alla fabbricazione di poliuretano, fine per il quale è necessario che l’olio abbia valore minimo di acidità ed umidità.
Attualmente è utilizzato per la produzione di biodiesel e come carburante per motori ad esplosione di aeromodelli ed auto telecomandate, in cui si utilizza una miscela costituita da circa il 20% di olio di ricino, 10% di nitrometano e 70% di metanolo.
Nella farmacologia umana e veterinaria è utilizzato come antiparassitario ad ampio spettro, previo trattamento speciale, ed il panello è impiegato nella nutrizione animale.